001 CEJ20190507103617
100   ^a20190507d2018    k  y0porb0103    ba
101 0 ^aita
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200 1 ^aPer un rinnovato statuto costituzionale della clemenza collettiva^fAndrea Pugiotto
330   ^aAbusato in passato, lo strumento della clemenza (individuale e collettiva) oggi conosce — dati alla mano — un'eclissi quantitativa senza precedenti nella storia d'Italia, monarchica e repubblicana. Amnistia e indulto, in particolare, risultano schiacciati da un anacronistico pregiudizio che precede, determinandola, la loro attuale quiescenza, a sua volta foriera di gravi effetti ordinamentali. È invece possibile recuperarli tra gli strumenti di politica criminale, proponendone una rilettura orientata alla finalità costituzionale del diritto punitivo. Infatti, se l'obiettivo della risocializzazione deve accompagnare la pena in tutte le sue fasi « fino a quando in concreto si estingue » (sentt. nn. 313/1990, 172/2017), entro tale orizzonte devono collocarsi sia la clemenza individuale (come riconosciuto dalla sent. n. 200/2006) che collettiva (come già stabilito dalla sent. n. 368/1988). Per assicurare un nuovo corso alle leggi di amnistia e indulto diverso dalla loro bulimica produzione passata, è necessario porre mano nuovamente all'art. 79 Cost., la cui revisione approvata con legge cost. n. 1 del 1992 è — giuridicamente — alla base del tramonto della clemenza collettiva. Non è solo un problema di maggioranze deliberative iperboliche ed interdittive: dell'attuale art. 79 Cost. andranno ripensati anche i presupposti della legge di clemenza, l'efficacia temporale, il procedimento deliberativo, così da riservare all'Assemblea parlamentare il monopolio della discussione e della decisione. Riformulato secondo le linee guida dettagliatamente e motivatamente illustrate, il nuovo art. 79 Cost. avrebbe in sé le condizioni necessarie e sufficienti per rendere effettivo un duplice controllo sulla legge di amnistia e indulto, da parte del Presidente della Repubblica (in sede di promulgazione) e della Corte costituzionale (in sede di sindacato incidentale). Così ripensati e rimodellati, gli strumenti della clemenza collettiva solo in apparenza sono in antitesi alla giustizia penale, esprimendo semmai un'idea non legalista e non legalitaria della legalità: una legalità viva e vivente, perché immersa nella realtà sociale e proprio per questo capace di colmare il divario (incostituzionale) tra norma astratta e fatto concreto
461  1^tRivista italiana di diritto e procedura penale ^cMilano^bDott. A. Giuffré Editore^vA. 61, n.º 1 (jan.-mar. 2018)^pp. 109-142
606   ^aConstituição
606   ^aAmnistia
607   ^aItália
700  1^aPugiotto,^bAndrea
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