100   ^a20151104d2015    k  y0porb0103    ba
101 0 ^aita
102   ^aIT
200 1 ^aDolo eventuale e Corte di Cassazione a Sezioni Unite^eper una rivisitazione della c.d. accettazione del rischio^fMario Romano
330   ^aL'A. discute la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sulla vicenda Thyssen-Krupp. Ne riconosce i meriti ma trova eccessive le critiche alla teoria da anni maggioritaria della c.d. "accettazione del rischio" come identificativa del dolo eventuale. Non nega una certa imprecisione della sua formulazione tradizionale, ma giudica la teoría ancora valida come assertiva, a date condizioni, della volontá dell'evento collaterale a quello intenzionalmente perseguito. Osserva che per essere coerente la Corte avrebbe dovuto concludere, nella vicenda di specie, per la presenza di una colpa semplice, non di una colpa aggravata dalla previsione dell'evento. Sottolinea come la Corte, esigendo per il dolo eventuale una volontà 'forte', lo riempia di una serie di elementi in termini incongrui rispetto alle altre forme di dolo. Quanto alla prova del dolo eventuale, I'A., concorda sostanzialmente con la Corte sul ruolo essenziale dei C.d. indicatori, che non sono essi stessi il dolo, ma solo strumenti per verificarne l'esistenza nel singolo caso. Termina affermando che la prova del dolo eventuale e operazione difficile ma non impossibile, non dissimile del resto dalla prova sia del dolo in generale, sia dei numerosi fatti psichici presenti in istituti generali e in singoli reati del sistema penale
461  1^tRivista italiana di diritto e procedura penale^cMilano^bDott. A. Giuffré Editore^vA. 58, n.º 2 (abr.-jun. 2015)^pp. 559-588
606   ^aDireito processual penal
606   ^aDolo eventual
700  1^aRomano,^bMario
931 20151104
932 d
933 2015